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Ci penser su
e vi far sapere.
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09.03.2007
Senz'acqua
Da tre giorni a Palermo piove; non è quella pioggia quasi impercettibile e insistente che in Val Padana può durare intere settimane senza concedere un'ora di tregua, ma è comunque acqua che continua a scendere dal cielo, ora forte, ora più debolmente. Anche per domani e dopodomani sono previste pioggie. Forse ciò mi allontanerà dallo stadio (non credo), ma per i mesi venturi quest'acqua è una benedizione: dicembre e gennaio sono stati poco piovosi, e febbraio da solo non poteva bastare a recuperare. Ora si può sperare in un'estate non troppo secca per il quinto anno consecutivo: la diminuzione delle precipitazioni rispetto all'anno passato è del dieci per cento, ma dato che dal 2003 si sono succeduti anni molto piovosi, non è un calo preoccupante.
Altrove però le cose non vanno altrettanto bene: in Italia la media è di un -20/40% di pioggie, ma in certe parti del Nord si arriva a -60%. Forse per la prima volta l'Emilia e la Liguria avranno a che fare con un'estate gravemente siccitosa, di quelle in cui l'acqua dev'essere razionata e non la si può avere tutti i giorni, a tutte le ore. Questa situazione, da Palermitano, la ricordo bene perché fino a dieci anni fa, a Palermo, i turni erano quasi la regola - ad Agrigento lo sono ancora - e poche erano le estati in cui l'acqua era abbondante, e in un paio di casi (1996 e 1998, se non mi inganno) l'acqua cominciò a scarseggiare già alla metà di maggio. Ed è difficile dimenticare, per chi l'ha vista, la catastrofe del 2002, con il grano in erba essicato già a Pasqua a Menfi, a Sciacca, a Castelvetrano, a S. Margherita, e i vigneti salvati a stento.
E' proprio il ricordo di quella catastrofe agricola che mi rende estremamente critico su quelle che, a quanto ho letto un paio di giorni fa, sarebbero le intenzioni del governo in caso di scarsità d'acqua al Nord: tagliare prima le forniture all'agricoltura, all'industria e all'energia per mantenere quelle ai privati cittadini. A prima vista può sembrare una disposizione molto generosa, in realtà denota soltanto cecità e ricerca del consenso popolare: per non rinunciare all'acqua domani, si mandano al diavolo il pane, l'elettricità e anche il lavoro di dopodomani. L'agricoltura può rinunciare all'acqua con difficoltà per le coltura arboricole, ma per il granturco e il fieno un taglio delle forniture idriche sarebbe un disastro. Così pure per la produzione di energia idroelettrica, una cui riduzione non farebbe che peggiorare la posizione dell'Italia costringedola ad importare in misura ancora maggiore elettricità da Francia e Svizzera. Infine, un taglio delle forniture idriche costringerebbe alcune aziende a rallentare la produzione.
Ridurre l'acqua alla case, invece, è meno drammatico di quanto possa sembrare. Certo, avere l'acqua per nove - dodici ore al giorno, o a giorni alterni, può sembrare orribile, ma non lo è se ci si organizza: si fa la doccia al posto del bagno, si fa andare la lavatrice solo a pieno carico, per lavarsi i denti si usa un bicchiere d'acqua, non si usa la lavastoviglie. Ancora: ci si munisce di bidoni da riempire quando arriva l'acqua e, perché no, di un serbatoio da 500 litri e più; chi può ne ha uno a Palermo, e in certi casi di oltre 2000 litri. Vivere con nove ore al giorno d'acqua può sembrare atroce, ma nel 1996 si arrivò a quattro divise in due turni, e se ciò costringeva a fare tutto in poco tempo, era una situazione tutto sommato sopportabile: l'igiene non ne soffriva particolarmente. Purtroppo però, si parla tanto di risparmio energetico, ma quanto si ha l'occasione di praticarlo, si preferisce aggirare il problema.
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Federico
ore 12:54 [ ] |
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25.02.2007
L'Eredità della Zia buonanima
...Dov'eravamo rimasti? Un bel campeggio estivo, un agosto spensierato, già. Pare passato un secolo. Il fatto è che in questi mesi ne sono successe di cose: ad esempio ho vinto un posto con borsa di studio ad un dottorato di ricerca, ma di questo parlerò a suo tempo, ho conosciuto nuove persone, e mi sono ritrovato mio malgrado tra i casini che una successione può causare. Tre mesi e mezzo fa, dopo una malattia davvero brutta a vedersi, se n'è andata l'ultima sorella di mia nonna, morta a sua volta sei mesi prima. Eredi dell'una e dell'altra sono mia madre e mio zio, ma se mia nonna non ha lasciato che un conto corrente non molto pingue la cui divisione non poteva creare difficoltà, la zia aveva - è il caso di dire purtroppo - un conto ben più consistente e una casa di proprietà; ed ha avuto la malaugurata idea di nominare mia madre e mio zio eredi universali in parti eguali, cinquanta per cento per uno. Dividere un conto corrente è facile: si fa a metà dopo aver liquidato le ultime spese, e buonanotte. Dividere mobili e suppellettili è un po' meno agevole, quando si tratta per lo più di mobilia andante di cinquant'anni fa, con l'eccezione di un pezzo pregiato risalente al 1880: ma si può ancora fare, come si è fatto per i gioielli. Dividere una casa è oggettivamente più difficile. Bisogna stabilire quanto vale, e si sa che il valore di un immobile è difficile da determinare in maniera univoca ricorrendo a generici criteri di "mercato": alcune agenzie immobiliari dicono una cifra, altre aggiungono o sottraggono qualcosa, e questo qualcosa può anche superare abbondantemente i 100.000 euro, salute. Qui sta il punto. Mia madre vorrebbe comprare l'altra metà della casa, per trasferirvisi, e parlando con due diverse agenzie immobiliari, si è sentita dire che dalla casa difficilmente si potrebbero ricavare più di 200-210 mila euro. Mio zio ha parlato con un'altra persona che ha dato un valore decisamente più alto, 300.000 euro e anche di più. A completare il quadro, mia madre e mio zio non sono mai andati molto d'accordo; da quando loro madre è morta, la situazione è peggiorata; entrambi sono suscettibili e mancano di tatto; entrambi sono testardi, orgogliosi e piuttosto sordi a considerazioni di buon senso (mia madre parecchio, mio zio moltissimo). Il risultato è che da un po' non si parlano, i contatti con mio zio li devo tenere io perché altrimenti nessuno ci pensa, e anche perché sono un po' il diplomatico della famiglia, e stasera mi sono fatto una bella conversazione con mio zio che rifiuta categoricamente di ricorrere ad un perito esterno per risolvere la questione di quanto valga la casa. Che bella situazione!
Vanitas vanitatum, et omnia vanitas...
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Federico
ore 22:49 [ ] |
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10.08.2006
In tenda
Dopo una delle consuete lunghe pause dovute a mancanza di tempo, inventiva e voglia, riferire del mio primo campeggio è forse il modo migliore per rompere il silenzio, perché si è trattato di un'esperienza singolare e molto positiva: sei giorni passati dormendo su un tappetino, facendo docce fredde e, soprattutto, quasi senza cellulare, accesso per poco più di un'ora al giorno.
Campeggiare, in effetti, è un'esperienza che fa scontrare con i propri limiti. Significa rinunciare allo stile di vita cittadino, e anche se quello estivo è già più irregolare, non è paragonabile a quello del campeggio dove a dire il vero è difficile parlare di "stile di vita". Significa rinunciare in misura consistente alla riservatezza e alla discrezione, non solo coi compagni di tenda ma con gli altri campeggiatori, e soprattutto costringe ad essere più duttili e indulgenti con gli altri, per evitare inutili contrasti che avvelenerebbero la vacanza. Fin qui sembrerebbe che il campeggio sia indicato soprattutto per masochisti, ma direi che al contrario proprio per l'assenza di regole e riferimenti fa sentire più liberi: la giornata scorre più lentamente, senza l'ossessione di "fare". Ci si sveglia quando non si resiste più ai raggi del sole, e non c'è bisogno di prendere un caffè doppio per sostenersi. Ci si può vestire come si preferisce, senza badare troppo a che magliette e pantaloni siano stirati, perché non lo sono, e ben presto nemmeno perfettamente puliti, perché non lo saranno. Tanto, nemmeno i vicini si presentano come dei lord inglesi, e difficilmente ci si mette ad esaminare le mises altrui.
Il campeggio poi è interessante anche perché s'incontra varia umanità: famigliole con pargoli appresso, che viaggiano in camper; motociclisti venuti fin dalla Valpadana; studenti universitari più o meno in libera uscita come eravamo noi, anche se a rigore eravamo tutti già laureati (due da una settimana...); sportivi o sedicenti tali che mostrano di non sdegnare la vita spartana; tascioni locali che prolungano la gita fuori porta, e molto altro ancora. D'altra parte, la velocità con cui i vicini arrivano e partono fa sì che la gente incontrata nel giro di pochi giorni sia davvero tanta.
Ogni rosa ha le sue spine, naturalmente, e così si impara che prima di montare la tenda è meglio liberare il terreno da sassi e pigne, che quando si monta il fornelletto a gas la carica di propano va trattata con cura, che per fare la pasta si perde quasi un'ora... ma ne vale la pena. Insomma, viva il campeggio!
Se poi si conta che l'ho fatto dalle parti di Pachino, dove mare e natura sono stupendi, è ancora meglio. Ma preferisco rimandare ad un'altra occasione lo spot - non pagato - per le aziende provinciali del turismo di Siracusa e Ragusa.
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Federico
ore 22:56 [ ] |
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03.06.2006
Visita Blogghesca
Eh! Quando uno i guai se li va a cercare da se' ! Dovete sapere, miei Amati lettori, che ebbi la pessima idea di invitare nella mia magione felina torinese quei due screnazati di Leppie e, mio dio !, gattalberto-owfax ! Oltre ad avermi rubato la carta di credito, sono piuttosto allergici al sapone e sto spruzzando casa di ddt, nella speranza che le zecche che hanno disseminato per uttta casa non abbiano covato troppe uova. Ca va sens dire che ho spruzzato anche tonnellate di 4711 per eliminare ogni minimo ricordo dei loro fetidi effluvii. Per giunta Owfax , al risotrante, si e' messoa corteggiare l'ostessa isterica, che mi ha inseguito armata di ascia e coltellaccio....
PEr fortuna che c'era Mr Duffy, che si e' rivelata ottima persona, tanto che l'ho invitato a giocare al mio gioco preferito: le tre carte, grazie al quale gli hos pillato circa 200 euro (che ho, tuttavia, dovuto psendere in farmacia per le summenzionate opere di disinfestazione e di derattizazione)....
Beh,ora per rilassarmi mi sento un po' di musica... i miei maati Mitropoulos, De Sabata, Gigi d'Alessio...
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Federico
ore 19:07 [ ] |
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11.04.2006
EVVIVA!
Elezioni o non elezioni, stamattina le agenzie di stampa hanno battuto una delle notizie più belle degli ultimi mesi, una fantastica notizia: Provenzano è stato arrestato. Questo non risolve d'un tratto i problemi della Sicilia, ma lascia sperare; e dà a molti amici miei (e a me stesso) qualcosa da festeggiare, più che gli incerti esiti elettorali.
Per la cronaca, oggi a Palermo è una giornata come tante altre, e a piazza Politeama e dintorni non ci si è accorti di niente finché tv e radio non hanno dato la notizia; penso che il mio amico Marcello, che lavora a due passi dalla Questura, avrà visto qualcosa di più.
Ma quel che conta non è aver visto o sentito in diretta, l'aver conquistato fotografie esclusive (come hanno fatto i turisti tedeschi che sentita la notizia si sono precipitati a piazza Vittoria - toponimo appropriato! - per immortalare l'arrivo di Provenzano): quel che conta è che, scandalosamente tardi, il porco è stato arrestato!
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Federico
ore 17:42 [ ] |
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08.04.2006
Finalmente, il silenzio
La campagna elettorale è finita: domani e dopodomani si vota e, per poche ore, si può godere del silenzio elettorale. Devo dire che per la prima volta, l'ho agognato più o meno come chi corre una maratona vuole arrivare al traguardo: non mi ricordo - va bene che sono giovane - una campagna elettorale tanto brutta, volgare, avvilente, da una parte e dall'altra. Tutti hanno tirato fuori il peggio di sè (una parte, direi, con maggiore soddisfazione e spontaneità dell'altra) e, per quanto nelle ultime settimane abbia evitato di guardare i tg e di leggere le prime 10 - 15 pagine dei giornali, sono rimasto ugualmente stomacato. Ora, per fortuna, i politici tacciono per un po': e tacessero più a lungo!
Devo ammettere che, se potessi, taglierei ogni contatto con le notizie politiche per sette - otto giorni, per poi prendere un giornale e leggere dei litigi tra vincitori per decidere come distribuire posti & pasti; ma so già che non potrò. Arriverò a Palermo il 10 aprile venti minuti dopo la chiusura dei seggi e probabilmente mio padre mi dirà già qualcosa; il tempo di arrivare a casa dall'aeroporto, e sarò già stato bombardato da notizie e commenti. La sera avrò una festa di laurea: non si trasformerà in una visione collettiva delle varie trasmissioni politiche notturne, ma credo che l'umore generale sarà molto influenzato (spero in bene!) dai risultati e difficilmente ci sarà qualcuno che non voglia parlare, gioire o sfogarsi. E potrei esserci anch'io, visto che a queste elezioni ci tengo e che alle 22 volente o nolente saprò già molto. Né nei giorni successivi, benché sia la settimana Santa, sarà molto diverso. Pertanto, mi godo queste poche ore di silenzio, sperando che le elezioni vadano bene...
PS: fino a qualche giorno fa persistevo nel mio orientamento per la scheda nulla, ma dopo aver visto una certa trasmissione televisiva mercoledì sera, ho decisamente cambiato idea. Quel che è troppo è troppo!
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Federico
ore 13:54 [ ] |
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04.04.2006
Ordnung!
Riprendere un blog, dopo averlo lasciato fetere per oltre dieci mesi, non è semplicissimo. Non è tanto il ricominciare a scrivere: gli argomenti non mancano e, novità, non manca nemmeno la voglia di battere un po' sulla tastiera. Il problema è piuttosto che, mentre io da quando questo blog ha aperto i battenti sono abbastanza cambiato, il blog non lo è; e al momento certe cose mi sembrano più o meno incongrue. Se dovessi riaprire il blog ex novo, di certo lo farei molto diverso, ma siccome non ho molta voglia di ricominciare da zero, verrò adattando questo. Ho già provveduto ad eliminare alcuni link che ormai non mi interessano più, siti che non vedo da parecchi mesi, e presto o tardi modificherò anche altro: certo, se fossi un po' più capace di usare il computer e tutti i suoi fantastici strumenti, fare prima e meglio. Ma al momento mi sento come se dovessi riordinare una stanza: e a casa, quando devo riordinare la mia stanza, me la prendo comoda...
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Federico
ore 17:48 [ ] |
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22.03.2006
Integrazione
Leggo su repubblica.it che la Caritas ha pubblicato il suo quarto rapporto sull'integrazione degli immigrati extracomunitari in Italia. Al primo posto, il Veneto; all'ultimo, la Campania. La prima regione del centrosud è l'Abruzzo, all'undicesima posizione e la Liguria, che viene subito dopo, è la peggiore regione del centronord.
Il titolo iniziale mi ha lasciato decisamente perplesso: come si può dire che una regione che dà alla Lega generose percentuali ad ogni elezione sia ai primi posti per integrazione? Poi, leggendo l'articolo, ho notato che "I criteri dei quali tiene conto il rapporto Caritas-Migrantes, redatto su incarico del Cnel, sono una serie di indicatori economici e sociali, ognuno dei quali esprime un punteggio. Fra questi, la lunga residenza, la scolarizzazione, il disagio abitativo, l'acquisizione della cittadinanza, il lavoro, la retribuzione, la disoccupazione."
E allora cara grazia che il Veneto è al primo posto e che Treviso la prima provincia... Non è che alla Caritas confondono il benessere materiale con l'integrazione?
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Federico
ore 14:21 [ ] |
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21.03.2006
E' primavera, svegliatevi bambini...
... e prendete l'ombrello perché qui a Torino piove! La bella stagione non inizia molto bene sotto il profilo climatico, da queste parti. In compenso, domenica pomeriggio da Fiorio mi hanno detto che la deliziosa cioccolata al gianduja non la fanno più "perché non è più la stagione adatta". Davvero?
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Federico
ore 11:15 [ ] |
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15.03.2006
Ricominciamo?
Ne è passata di acqua sotto i ponti... Tanto più che mi sono trasferito, sia pure temporaneamente, in una città provvista di un fiume vero: Torino. E se riprendessi come se nulla fosse stato ad aggiornare questo blog?
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Federico
ore 14:36 [ ] |
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04.05.2005
Dopo
E così mi sono laureato... Ora che ho molto tempo libero, posso tirare il fiato e riflettere. Di tirare il fiato, c'è proprio bisogno: gli ultimi giorni sono stati sfibranti, mi sono laureato in una sorta di serra, ho corso di qua e di là tra Palermo, Milano e Torino, e infatti domenica sera, tornato finalmente a casa, ho avuto un vero crollo.
Riflettere è un altro paio di maniche. Intanto rendersi conto di avere chiuso un ciclo non è stato immediato, e ancora non ne sono pienamente consapevole: ho cominciato a capirlo stamattina, risvegliandomi dopo la sera e la notte dei festeggiamenti coi miei amici a Palermo. In effetti, anche il 30, giorno della laurea, ero nervoso per la discussione, ma la mente andava direttamente alla festa, l'obiettivo da raggiungere da quando sono stato certo di potermi laureare. Archiviata la festa - riuscita benissimo sotto ogni punto di vista - posso cominciare a pensare al futuro, ma al momento ne ho poca voglia, e a considerare il mondo della Bocconi come il passato. Devo dire che classificarlo come passato non mi dispiace più di tanto: alcuni rapporti, molti dei quali nati lontato da mamma bocconi, vivono ormai a prescindere dall'università, e altri si erano ormai essicati, al punto che l'idea di non rivedere più certe persone mi fa quasi piacere. E' il futuro che mi inquieta un po': da un lato, il timore di non trovare la strada giusta, dall'altro quello di perdere troppo tempo per cercarla, ritrovandosi così in un vicolo cieco. Ma ora, in conclusione a questo intervento un po' sconclusionato con cui riprendo a scrivere dopo oltre un mese, voglio solo rilassarmi per due - tre settimane abbondanti. Poi si vedrà.
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Federico
ore 22:17 [ ] |
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29.03.2005
Signore e signori....
Quattro mesi sono molti, lo riconosco. Il punto è che se in quattro mesi prepari la tesi, dai l'ultima materia, scrivi la tesi, compili le ultime scartoffie burocratiche, consegni la tesi, e nel frattempo non rinunci a vivere, passano in fretta. Ma in questo momento non voglio parlare di tutto il tempo in cui questo blog non è stato aggiornato, né di ciò che avrei potuto scrivere, perché, come avrete capito...
MI LAUREO!!!(Colonna sonora: l'Ouverture della Gazza Ladra)
Ebbene sì, mi laureo, sarò dottore a fine aprile. Tra qualche giorno dovrò preparare discussione, festeggiamenti, e anche ricerca di un lavoro o di un dottorato, o di qualcos'altro. Ora però mi cullo in una piacevole indolenza, per cui le giornate trascorrono senza alcun affanno, senza preoccupazioni (anche perché, notizia ancora più bella e importante, mia nonna è stata operata con successo e ora sta bene). Ora posso divorare libri, ascoltare musica, andare al cinema senza dovermi rimproverare niente... ho finito! Seguiranno, forse domani, forse tra una settimana, forse mai, altri dettagli sui mesi di lavoro, sulle paturnie e le crisi, e post di tutt'altro genere. Ora però voglio solo comunicare a chi legge che finalmente posso tirare il fiato, rilassarmi, lasciare che la polvere si depositi sui libri. Quant'è bella la libertà...
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Federico
ore 19:39 [ ] |
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26.11.2004
Mare e monti
"La forma di Palermo è del tutto singolare. La città, adagiata entro un vasto circolo di montagne nude, grigio-azzurre, e sfumate talora di rosso, è divisa in quattro parti da due grandi strade dritte che s'incrociano a metà. Da questo crocevia, si scorge, su tre lati, la montagna, in fondo a immensi corridoi di case, e sul quarto si vede il mare, una macchia blu, d'un blu intenso, che sembra assai vicino, come se la città vi si fosse inabissata!" (Guy de Maupassant, La Sicilia)
Sono tornato a Palermo senza intoppi nonostante Volare, e tra la preparazione della tesi e i nervi dovuti alle defezioni della telefonia fissa e mobile, trovo il tempo per un nuovo post.
Oltre al poter uscire senza giubbotto e sciarpa, quel che mi fa molto piacere è rivedere il mare e i monti di ritorno dalla piatta monotonia dell'orizzonte meneghino. Soprattutto è bello rivedere il mare di Palermo, anche perché finora le giornate sono state tutto sommato belle, e se il tempo è bello il mare è proprio come lo descrisse Maupassant: blu, blu, blu. Sembra di cobalto, e vederlo da via Stabile o dal Cassaro, con uno spicchio di rena rossastra e lunghe file di palazzi ai lati è un piacere che finché ero a Palermo in pianta stabile non apprezzavo più di tanto. Non si conosce il valore di ciò che non costa niente.
Anche i monti hanno la loro parte, la presenza rassicurante del Monte Pellegrino o il cono quasi perfetto di Monte Cuccio, ma per me il mare ha qualcosa in più, che si coglie passeggiando sulle Mura delle Cattive o risalendo da Porta Felice a Porta Nuova e voltandosi di tanto in tanto a vedere il mare che prima è una striscia sottilissima e poi si allarga come se volesse compensare l'allontanamento sovrastando la città. Questo blog non ospita fotografie, ma sapessi dove trovarne una sul mare fotografato dai Quattro Canti o da Porta Nuova, la inserirei... forse so a chi potrei chiedere.
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Federico
ore 18:38 [ ] |
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19.11.2004
Volere Volare...
Avrei voluto parlare, come ha già fatto qualcun altro, della serata del beaujolais nouveau, e chissà che non lo faccia. Ma al momento ho altro per la testa: Volare sta fallendo, e con quale compagnia ho fatto il biglietto aereo per tornare a Palermo lunedì pomeriggio? Certo la mia situazione non è quella di chi sta rischiando di perdere il posto e trovarsi sulla strada, e prendere un altro volo per la stessa data non sarebbe impossibile (costoso sì, ma questo mi riguarda solo indirettamente); quello che mi tiene sulla corda è l'imprecisione delle voci, e l'impossibilità a fare alcunché fino a domani mattina. Preferirei avere già ora la certezza di dover andare all'agenzia domani mattina a prenotare un altro volo, ma ciò non è possibile... e sopravvivere fino a domani mattina non dovrebbe essere impossibile.
Forse ieri sera, quando con degli amici che hanno prenotato il volo per le vacanze di Natale parlavamo proprio della rassicurante situazione di Volare, avrei dovuto fare maggiori scongiuri...
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Federico
ore 23:11 [ ] |
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09.11.2004
Alcuni ritornano...
Uno dei motivi per cui questo blog è ormai ridotto al lumicino, o per essere più precisi uno dei motivi della mia caduta d'interesse per il blog, è la sparizione di molti dei blogger che mi piacevano di più, il alcuni casi perdite davvero gravi per il "blogmondo": blog interessanti, scritti bene, che facevano venire la voglia di perdere mezz'ora e anche di più per leggere e commentare. Poi molti hanno chiuso i battenti, e dopo qualche tempo smetti di visitarli perché si perde la speranza che riaprano. Eppure, alcuni ritornano...
Qualche giorno fa, sfogliando l'interessante e sempre fresca "macedonia" Gemella , ho scoperto che una libera palestra per (la sua) ginnastica mentale ha ripreso l'attività...
Riaprisse pure Marta , il migliore blog in assoluto (insieme al maestro Brandò s'intende) sarebbe davvero una bellissima notizia per Ci Penserò Su, e anche per tutto il blogmondo. Speriamo, speriamo...
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Federico
ore 17:25 [ ] |
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09.11.2004
Americans come from Mars, Europeans from Venus.
Anche se quanto sto per scrivere può sembrare dovuto o ispirato alle recenti elezioni negli USA, in realtà questo post è stato concepito quasi un mese fa; come sempre, una serie di circostanze mi ha fatto rinviare di volta in volta la stesura, ed è un peccato perché credo che sarebbe stato meglio pubblicare quest'intervento prima del 2 novembre. D'altra parte, oltre agl'impegni la noia da blog non è ancora passata (e comincio a dubitare che mai passi), e non è che mi sia dato molto da fare per trovare quei 40 minuti necessari a buttar giù qualcosa di decente.
Fino all'ultima settimana di ottobre Palermo era piena di turisti statunitensi, più che in ogni altro anno e più che in estate; sentire la lingua un po' masticata che parlano, passando per il Centro Storico e dintorni, era normalissimo. Un giorno ero a pranzo da Spinnato con una mia amica, studentessa di lingue, e la sua gioia è stata immensa quando (complice il rischio che i colombi che le avevano già rovinato la borsa potessero prodursi in ulteriori defecazioni) ha potuto trovare una buona scusa per attaccare bottone con una coppia di americani. Abbiamo chiacchierato a lungo, perché sia a loro che a noi faceva piacere, e ci siamo scambiati una grossa quantità di pareri e informazioni. Erano due cittadini dell'Idaho, di una città chiamata Poesy: e la mente corre a quei grandi quartieri di villini unifamiliari con giardino, così sereni, così carini, così deprimenti. Sicuramente benestanti, perché si permettevano 5 settimane di vacanze in Italia col dollaro debole; colti, in particolare il marito che ha vissuto diversi anni in Europa prima della caduta del Muro di Berlino. Molto diversi dallo stereotipo secondo il quale ogni americano che non sia di una delle città del New England o della California è un beota o giù di lì: informati sul resto del mondo, aperti e franchi (il marito ha detto che il mondo era più sicuro prima del '91 e che la caduta del comunismo per i Russi è stata un grave danno), etc. Insomma, verrebbe da pensare che in fin dei conti Americani ed Europei sono ancora Occidentali alla stessa maniera.
Poi, di discorso in discorso, si è venuti ai sistemi pensionistici, e dopo aver parlato di quello (scandaloso) che vige per i dipendenti della Regione Sicilia: "Un sistema molto buono è quello cileno. Lì si lascia davvero più libertà all'individuo, che può costruirsi il suo destino". Per chi non avesse studiato scienza delle finanze: il sistema cileno, varato sotto Pinochet e progettato da Milton Friedman & discepoli, prevede in sostanza la capitalizzazione e garanzie molto ridotte: lo stato non passa più del 20/30% dell'ultimo stipendio ai pensionati, che per il resto devono pensarci quando lavorano e sperare che il mercato non faccia le bizze: se va bene, bene, altrimenti sono cavoli loro.
Niente da fare, siamo troppo diversi.
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Federico
ore 17:10 [ ] |
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09.09.2004
English lesson number one
Non c'è neanche bisogno d'ispirazione. Quando stavo per entrare in aula informatica, c'era il solito assembramento di studenti al banco dei tutor: chi entrava, chi usciva, e gli stranieri più confusi degli altri. Una tutor, volendo aiutare un anglofono, gli si è rivolta gentilmente:
-You esk?
Du gust is megl che uan...
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Federico
ore 17:21 [ ] |
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09.09.2004
Presto o tardi...
...torno a scrivere, o almeno ci provo.
Da molto tempo trascuro il blog, e il "blog mondo", sempre di più, un po' perché il tempo oggettivamente manca (a volte è un bene, altre un male), un po' perché non lo cerco. Un anno fa Ci penserò su era molto importante per me, così come i rapporti creati tramite il blog, ma da allora molte cose sono cambiate: molte persone hanno smesso di scrivere sui loro blog, perdite in alcuni casi serie, con altre il contatto ormai prescinde da internet e con altre ancora i rapporti si sono essicati. E così c'è stato un notevole calo d'interesse, che unito ad un maggiore impegno in altre attività, fa sì che io aggiorni ormai molto di rado. Talvolta anche per mancanza d'ispirazione: e sì che argomenti di cui parlare non mancherebbero, come la bellezza e il piacere delle scarpinate che ho fatto in Val di Gressoney il mese passato; ma le poche volte che ho provato a scrivere non sono riuscito ad andare oltre due frasette banali, la noia si è impadronita di me e sono passato ad altro. Tra l'altro non è che ora sia molto più soddisfatto di quel che ho scritto finora... Tutto sommato, se lo sto facendo è perché comunque non ho voglia di chiudere per sempre il blog, anche se non credo di riprendere ora o in futuro il ritmo che avevo più o meno fino ad un anno fa. Insomma, Ci penserò su continuerà a vivacchiare come negli ultimi mesi, lo controllerò con un interesse maggiore di quello che metterò nell'aggiornarlo, e presto o tardi pubblicherò qualcos'altro. Entro Natale, o almeno spero... ;-)
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Federico
ore 17:11 [ ] |
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12.08.2004
Vacanza in montagna
La prima parte delle vacanze estive è finita: parto domani per la Val d'Aosta, dove mi fermerò fino al 29. Se da un lato mi dispiace partire, perché quest'estate a Palermo è stata la più vivace degli ultimi anni ma anche per le condizioni precarie di mia nonna (siamo in attesa di una tac, che purtroppo si potrà fare solo il 24, e questo tempo morto non ci aiuta ad essere sereni) proprio per gli stessi motivi riconosco che staccare la spina per due settimane e mezzo presenta indubbi vantaggi. E la montagna è uno dei luoghi migliori per staccare la spina: i sonni sono ottimi, mentre nelle ultime notti non ho dormito né molto né bene per il caldo; ci si mangia bene e l'aria di montagna stimola l'appettito. Mi attendono pertanto sedici giorni di riposo, di scarpinate alpine e di pappate più equilibrate di quelle cui ho sottoposto il mio stomaco soprattutto negli ultimi giorni tra feste di compleanno e inviti a pranzo. Purtroppo dovrò anche iniziare a studiare, ma visto che a settembre dovrò comunque dare esami, avrei dovuto iniziare comunque.
A questo punto, mi sa che mi conviene passare al bagaglio: parto domani mattina presto, e non è il caso di perdere tempo. Credo che riprenderò a scrivere a fine mese, quando ritornerò tra i piaceri e gli affanni palermitani. Spero proprio che per allora la situazione di mia nonna si sia chiarita e che si possa prendere una decisione senza perdere altro tempo. Peccato che proprio lei che più di tutti ne avrebbe bisogno, non possa allontanarsi neanche per qualche giorno dal caldo cittadino. Sin da ora, incrocio le dita per lei, contando di riabbracciarla il 30.
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Federico
ore 17:01 [ ] |
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31.07.2004
Due chicche
Dopo non aver scritto per un po' per le stesse ragioni di due settimane e mezzo fa, interrompo il silenzio con due notiziole scemotte ma che mi hanno fatto sorridere. Spero di riprendere con più assiduità ad agosto, anche se mi pare difficile.
Chi non ha presente (e non detesta almeno un po') il cane Ettore, o meglio chi lo fa recitare e chi lo doppia? Ebbene, in questo caso l'affascinante mondo dello spettacolo ci riserva quattro risate dovute all'ironia della sorte: Ettore ha citato in giudizio la Tim! I particolari li trovate qui (però, che indirizzo lungo!).
Seconda perla, più stagionata: dopo aver avuto un travolgente successo al di quà delle Alpi, il diario di Melissa P. (i famosi cento colpi di spazzola...) è stato tradotto in tedesco e pare stia spopolando anche là: il titolo dell'edizione teutonica è Mit geschlossenen Augen, in italiano "Con gli occhi chiusi". Povero Tozzi!
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Federico
ore 16:31 [ ] |
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